Se hai una Partita IVA con iscrizione alla Gestione Separata INPS e negli ultimi anni hai subito un forte calo del fatturato, potresti avere diritto al bonus ISCRO 2026: un sostegno economico che può arrivare fino a €817,69 al mese per sei mesi.
L’ISCRO è una misura pensata per aiutare i liberi professionisti ad affrontare periodi di difficoltà economica senza dover necessariamente chiudere la propria attività.
Vediamo chi può richiederla, quali redditi bisogna considerare per verificare i requisiti, quanto spetta e come presentare domanda.
Indice:
ToggleCos’è il bonus ISCRO?
ISCRO significa Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa.
Introdotta inizialmente in via sperimentale, dal 1° gennaio 2024 è diventata una misura strutturale grazie alla Legge n. 213/2023.
Si tratta di un’indennità economica erogata dall’INPS ai lavoratori autonomi che esercitano abitualmente un’attività professionale e che hanno subito una significativa riduzione del proprio reddito.
A differenza della NASpI, destinata principalmente ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente l’occupazione, l’ISCRO permette al professionista di continuare a lavorare con la propria Partita IVA.
Chi può richiedere l’ISCRO nel 2026?
L’indennità è rivolta ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS, compresi i professionisti che partecipano a studi associati o società semplici e producono redditi di lavoro autonomo.
Possono rientrare, ad esempio, consulenti informatici, sviluppatori software, grafici, designer, consulenti di marketing e altri professionisti digitali.
Non basta, però, possedere una Partita IVA: è necessario soddisfare contemporaneamente tutti i requisiti previsti dalla normativa.
In particolare, il richiedente deve:
- Essere titolare di una Partita IVA attiva da almeno tre anni alla data della domanda, per l’attività che ha dato titolo all’iscrizione alla Gestione Separata.
- Essere iscritto alla Gestione Separata INPS e in regola con gli obblighi contributivi.
- Non essere titolare di una pensione diretta.
- Non essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie.
- Non essere beneficiario dell’Assegno di Inclusione.
- Aver subito una riduzione del reddito di lavoro autonomo secondo i parametri previsti dalla legge.
- Aver conseguito nel 2025 un reddito di lavoro autonomo non superiore a €12.749,18.
Attenzione: il bonus non è destinato agli artigiani e commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS, né ai professionisti assicurati presso una cassa previdenziale professionale diversa dalla Gestione Separata.
Ho aperto la Partita IVA da poco: posso richiedere l’ISCRO?
Se hai aperto la Partita IVA nel 2025 o nel 2026, non puoi richiedere l’ISCRO nel 2026, perché non possiedi ancora il requisito dei tre anni di attività.
La durata viene verificata alla data di presentazione della domanda.
Come verificare il requisito del calo del reddito
Questo è probabilmente il requisito più importante e quello sul quale si commettono più frequentemente errori.
Per richiedere l’ISCRO nel 2026, il reddito di lavoro autonomo prodotto nel 2025 deve essere inferiore al 70% della media dei redditi di lavoro autonomo prodotti nel 2023 e nel 2024.
Non bisogna quindi confrontare semplicemente il fatturato del 2025 con quello del 2024.
La formula da utilizzare è:
Reddito 2025 < [(Reddito 2023 + Reddito 2024) / 2] × 70%
Esempio pratico:
Immaginiamo un consulente informatico con questi redditi:
| Anno fiscale | Reddito da lavoro autonomo |
|---|---|
| 2023 | €30.000 |
| 2024 | €20.000 |
| 2025 | €10.000 |
La media dei redditi del 2023 e 2024 è:
(€30.000 + €20.000) / 2 = €25.000
Il 70% della media è:
€25.000 × 70% = €17.500
Poiché il reddito 2025 è pari a €10.000, quindi inferiore a €17.500, il professionista soddisfa il requisito relativo alla riduzione reddituale.
Inoltre, il reddito 2025 di €10.000 è inferiore al limite massimo di €12.749,18 previsto per il 2026.
Il contribuente soddisfa quindi entrambi i requisiti reddituali, ferma restando la verifica di tutte le altre condizioni.
Importante: se il reddito 2025 fosse esattamente pari al 70% della media, il requisito relativo al calo non sarebbe soddisfatto, perché la normativa richiede un reddito inferiore a tale soglia.
Quale reddito bisogna considerare nel Modello Redditi?
Per verificare il diritto all’ISCRO non bisogna utilizzare automaticamente il fatturato, il saldo del conto corrente o il reddito complessivo IRPEF.
Occorre individuare il reddito derivante dall’attività di lavoro autonomo, facendo riferimento alla dichiarazione fiscale del contribuente.
Per la domanda ISCRO 2026, gli anni fiscali da esaminare sono:
- 2023: Modello Redditi PF 2024.
- 2024: Modello Redditi PF 2025.
- 2025: Modello Redditi PF 2026.
La modalità di determinazione del reddito dipende dal regime fiscale applicato.
Partita IVA in regime forfettario
Per i contribuenti in regime forfettario, il reddito dell’attività si determina applicando ai compensi incassati il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO.
Per esempio, un consulente informatico con coefficiente di redditività del 67% e compensi incassati nel 2025 per €15.000 avrà un reddito forfettario lordo di:
€15.000 × 67% = €10.050
Questo importo, e non i €15.000 di compensi, rappresenta il punto di partenza per verificare i requisiti ISCRO.
Nel Modello Redditi PF, il riferimento è il quadro LM, con particolare attenzione ai dati del reddito lordo dell’attività professionale, da distinguere dal reddito imponibile dopo la deduzione dei contributi previdenziali.
Per i professionisti forfettari iscritti alla Gestione Separata, il riferimento ordinario è il rigo LM34, colonna 2:

Non bisogna confondere il reddito lordo determinato con il coefficiente di redditività con il reddito imponibile finale sul quale viene calcolata l’imposta sostitutiva.
Partita IVA in regime semplificato o ordinario
Per i professionisti che applicano il regime fiscale ordinario, il reddito di lavoro autonomo è determinato considerando i compensi fiscalmente rilevanti e i costi deducibili, secondo le regole del TUIR.
Il riferimento principale è il quadro RE del Modello Redditi PF.
Il reddito da considerare non coincide necessariamente con il fatturato: ad esempio, un professionista che ha incassato €40.000 e sostenuto €25.000 di costi fiscalmente deducibili potrebbe avere un reddito professionale di €15.000.
In particolare, il rigo da prendere in considerazione ai fini del Bonus ISCRO 2026 è RE23:

Per chi partecipa a studi associati o società semplici professionali, occorre invece esaminare anche il quadro RH.
La corretta individuazione del reddito dichiarativo è fondamentale: utilizzare un rigo sbagliato può portare a considerare erroneamente soddisfatti, oppure non soddisfatti, i requisiti per l’indennità.
A quanto ammonta il bonus ISCRO 2026?
L’importo dell’indennità dipende dalla media dei redditi di lavoro autonomo dichiarati nel 2023 e nel 2024.
La prestazione mensile è pari al 25% della media reddituale calcolata su base semestrale.
In pratica, una volta determinata la media annua dei redditi 2023 e 2024, questa viene divisa per due e il risultato viene moltiplicato per il 25%.
Per il 2026 sono previsti i seguenti limiti:
| Importo ISCRO 2026 | Valore |
|---|---|
| Minimo mensile | €255,53 |
| Massimo mensile | €817,69 |
| Durata | 6 mesi |
| Massimo complessivo | €4.906,14 |
Esempio di calcolo dell’indennità:
Riprendiamo il caso del consulente informatico che ha prodotto una media reddituale di €25.000 nel biennio 2023-2024.
Il calcolo teorico sarebbe:
€25.000 / 2 × 25% = €3.125 mensili
Tuttavia, essendo superiore al massimale previsto dalla legge, l’indennità effettiva sarà limitata a €817,69 al mese, per sei mensilità.
Il beneficio massimo complessivo sarà quindi pari a €4.906,14.
Come presentare la domanda ISCRO 2026
La domanda deve essere presentata direttamente all’INPS attraverso il servizio telematico dedicato.
Per il 2026 la procedura è disponibile fino al 31 ottobre 2026.
Per richiedere l’indennità:
- Accedi al sito www.inps.it.
- Cerca il servizio “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”.
- Effettua l’autenticazione con SPID, CIE o CNS.
- Seleziona “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa (ISCRO)”.
- Compila la domanda con i dati richiesti.
- Autocertifica i redditi da lavoro autonomo relativi agli anni 2023, 2024 e 2025, quando richiesto dalla procedura.
- Inserisci le informazioni necessarie per il pagamento e trasmetti la domanda.
- Conserva la ricevuta di presentazione.
La domanda può essere presentata anche attraverso il Contact Center INPS, chiamando il numero 803 164 da rete fissa oppure 06 164164 da cellulare.
La scadenza del 31 ottobre 2026 è fondamentale: non è sufficiente possedere i requisiti, occorre anche presentare la domanda entro il termine previsto.
Chi ha già ricevuto l’ISCRO può richiederla nuovamente?
Non sempre.
L’indennità non può essere richiesta nel biennio successivo all’anno di inizio della sua fruizione.
Di conseguenza, chi ha già beneficiato dell’ISCRO nel 2024 oppure nel 2025 non può ottenere nuovamente la prestazione nel 2026.
Diverso è il caso di chi aveva presentato domanda negli anni precedenti, ma non aveva ottenuto il beneficio perché la richiesta era stata respinta o la prestazione era stata revocata dall’origine.
In queste situazioni, se sono soddisfatti tutti i requisiti, è possibile presentare domanda per il 2026.
Bisogna chiudere la Partita IVA per ricevere l’ISCRO?
No. L’ISCRO nasce proprio per sostenere la continuità dell’attività professionale.
Anzi, la cessazione della Partita IVA durante la fruizione dell’indennità comporta la decadenza dalla prestazione.
Il professionista può quindi continuare a emettere fatture, lavorare con i propri clienti e svolgere normalmente l’attività, nel rispetto dei requisiti previsti.
L’ISCRO è soggetta a tassazione?
Sì. L’ISCRO concorre alla formazione del reddito imponibile fiscale secondo il regime previsto per questa indennità e l’INPS applica le relative ritenute quando dovute.
Non si tratta quindi di un contributo automaticamente esente da imposte.
L’erogazione dell’ISCRO non comporta inoltre l’accredito di contribuzione figurativa.
ISCRO 2026: cosa controllare prima di presentare domanda
Prima di procedere è opportuno verificare la data di apertura della Partita IVA, la posizione previdenziale, l’eventuale presenza di altre assicurazioni obbligatorie, i redditi fiscali del triennio 2023-2025 e la regolarità contributiva.
Particolare attenzione deve essere riservata ai professionisti in regime forfettario: il fatturato non coincide con il reddito da utilizzare per la verifica dei requisiti.
Un contribuente con compensi superiori a €12.749,18 potrebbe comunque rispettare il limite reddituale ISCRO, perché il suo reddito forfettario viene determinato applicando il coefficiente di redditività.
Per qualsiasi dubbio o chiarimento sul Bonus ISCRO 2026, contatta il nostro Team.

Ti piacerebbe ricevere una nostra Consulenza Personalizzata?
Prenota una call Completamente Gratuita!