Buone notizie per professionisti e imprese.
Il Governo ha disposto la proroga dei termini per il versamento delle imposte sui redditi risultanti dalle dichiarazioni fiscali 2026, rinviando la scadenza ordinariamente prevista per il 30 giugno 2026 al 20 luglio 2026.
La misura interessa una vasta platea di contribuenti e consente di effettuare i versamenti senza applicazione di maggiorazioni, offrendo più tempo per completare gli adempimenti fiscali e predisporre correttamente le dichiarazioni.
In questo articolo analizziamo chi può beneficiare della proroga, quali imposte sono interessate e quali sono le nuove scadenze da ricordare.
Indice:
ToggleProroga imposte 2026: cosa cambia
La novità principale riguarda il differimento del termine di pagamento delle imposte derivanti dalle dichiarazioni dei redditi.
Pertanto, i versamenti che sarebbero stati dovuti entro il 30 giugno 2026 potranno essere effettuati entro il 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione.
La proroga interessa sia il saldo delle imposte relative al periodo d’imposta 2025 sia il primo acconto dovuto per il 2026.
Quali versamenti rientrano nella proroga
Il differimento riguarda in particolare:
- saldo IRPEF;
- saldo IRES;
- saldo delle imposte sostitutive;
- primo acconto IRPEF o IRES;
- imposte derivanti dai regimi agevolati;
- IRAP, ove applicabile;
- contributi INPS collegati alla dichiarazione dei redditi.
Si tratta quindi di una proroga che coinvolge la maggior parte dei versamenti fiscali normalmente effettuati nel periodo estivo da imprese e professionisti.
Chi beneficia della proroga del 20 luglio 2026
La proroga non è estesa a tutti i contribuenti, ma riguarda specifiche categorie individuate dalla normativa.
Tra i soggetti interessati rientrano:
Contribuenti soggetti agli ISA
Possono beneficiare della proroga i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA).
Contribuenti esclusi dagli ISA
Rientrano nel differimento anche coloro che, pur svolgendo attività soggette agli ISA, applicano una causa di esclusione.
Contribuenti in regime forfettario
La proroga interessa anche le partite IVA che applicano il regime forfettario, categoria che negli ultimi anni è stata costantemente inclusa nei differimenti dei versamenti estivi.
Soci e collaboratori di società trasparenti
Sono inclusi anche i soci di società di persone, associazioni professionali e società che imputano il reddito per trasparenza fiscale ai propri partecipanti.
Perché è stata concessa la proroga
La proroga nasce dall’esigenza di concedere più tempo agli operatori economici e ai professionisti incaricati degli adempimenti fiscali.
Come spesso accade, la pubblicazione tardiva degli aggiornamenti tecnici, dei software dichiarativi e degli strumenti necessari all’applicazione degli ISA ha reso particolarmente complessa la gestione delle scadenze fiscali concentrate nel mese di giugno.
Il rinvio al 20 luglio rappresenta quindi una risposta alle richieste avanzate dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria.
Pagamento oltre il 20 luglio: cosa succede
Chi non riesce a effettuare il versamento entro il 20 luglio 2026 potrà comunque usufruire dell’ulteriore differimento previsto dalla normativa.
In questo caso sarà possibile versare le imposte entro i trenta giorni successivi applicando una maggiorazione dello 0,80%.
La maggiorazione deve essere calcolata sull’intero importo dovuto e versata contestualmente alle imposte.
Rateizzazione delle imposte
La proroga non modifica la possibilità di rateizzare gli importi dovuti.
I contribuenti che scelgono il pagamento rateale potranno continuare a suddividere il debito fiscale secondo le modalità previste dalla normativa vigente, tenendo conto della nuova data di decorrenza delle rate.
Prima di procedere alla rateizzazione è opportuno verificare il piano di pagamento più conveniente con il proprio consulente fiscale.
Cosa devono fare imprese e professionisti
La proroga offre un margine temporale aggiuntivo, ma non deve essere interpretata come un invito a rinviare tutti gli adempimenti agli ultimi giorni disponibili.
È consigliabile:
- verificare tempestivamente i dati contabili;
- predisporre le dichiarazioni con congruo anticipo;
- controllare il corretto calcolo di saldi e acconti;
- valutare eventuali opportunità di rateizzazione;
- programmare la liquidità necessaria per i versamenti.
Una pianificazione accurata consente di evitare errori, sanzioni e problemi di tesoreria.
Conclusioni
La proroga del versamento delle imposte dal 30 giugno al 20 luglio 2026 rappresenta una misura particolarmente rilevante per professionisti, imprese e contribuenti in regime agevolato.
Il rinvio consente di gestire con maggiore tranquillità gli adempimenti dichiarativi e di pianificare correttamente il pagamento delle imposte dovute.
Resta comunque fondamentale verificare la propria posizione fiscale per accertare l’effettiva applicabilità della proroga e rispettare le nuove scadenze previste dalla normativa.
FAQ
Qual è la nuova scadenza per il versamento delle imposte nel 2026?
La scadenza ordinariamente prevista per il 30 giugno 2026 è stata prorogata al 20 luglio 2026 senza applicazione di maggiorazioni per i contribuenti interessati.
La proroga riguarda anche i contribuenti forfettari?
Sì. Tra i soggetti beneficiari della proroga rientrano anche le partite IVA che applicano il regime forfetario.
Chi è soggetto agli ISA può usufruire della proroga?
Sì. I contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli ISA sono tra i principali destinatari del differimento.
È possibile pagare dopo il 20 luglio 2026?
Sì. È possibile effettuare il versamento nei trenta giorni successivi applicando una maggiorazione dello 0,80%.
La proroga riguarda anche gli acconti?
Sì. Il rinvio interessa sia il saldo delle imposte relative al 2025 sia il primo acconto dovuto per il periodo d’imposta 2026.
La proroga è valida per tutti i contribuenti?
No. La misura riguarda esclusivamente le categorie individuate dalla normativa, tra cui contribuenti ISA, forfetari, soggetti in regime di vantaggio e partecipanti a società trasparenti. Sono esclusi, ad esempio, i lavoratori dipendenti senza Partita IVA.
Per qualsiasi dubbio o chiarimento sulle Imposte 2026, contatta il nostro Team.

Ti piacerebbe ricevere una nostra Consulenza Personalizzata?
Prenota una call Completamente Gratuita!